Federica Rispoli


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L’arte? Oggi si ricicla .
martedì 08 luglio 2008
E’ l’idea scaturita da Federica Rispoli che ha sviluppato con coraggio un progetto che presto è diventato realtà e ha lanciato una sfida. La sfida come denuncia e come atto simbolico per smuovere gli animi in una città che ha mortificato se stessa.
A Napoli, dove l’idea della raccolta differenziata è ancora lontana anni luce, la Rispoli, già nota disegnatrice e pittrice dell’entourage partenopeo, compone le sue opere in acrilico su tela e plastica ma poi…le ricicla. Già perché al termine della mostra le opere vanno rigorosamente cestinate negli appositi contenitori PET.
La mostra si tiene nelle accoglienti sale del Trip di via Martucci ed è stata inaugurata il 2 luglio alle ore 19. Al progetto ha sapientemente collaborato l’amica Annalicia Mozzillo.
I visitatori dovranno portare la loro bottiglia da riciclare e dovranno simbolicamente liberare il mappamondo (il nostro mondo) invaso dalla plastica. E’ una provocazione la sua, che arriva diritta al cuore e colpisce gli animi delle persone.
Il riciclaggio avviene con il contributo della Erreplast, l’azienda di Gricignano d’Aversa che è tra i principali produttori di scaglie di PET e ne ricava in particolare pile e imbottiture per divani. L’idea infatti è venuta fuori grazie anche ad un servizio della trasmissione “Report”, che spiega che l’azienda è spesso costretta ad acquistare materiale plastico da altre regioni per mancanza di materiale da riciclare!
Le opere - lavori - come lei ama definirli, rappresentano proprio quel mondo inquinato, intrappolato in sacchetti, scatoline e contenitori, pieno di bottiglie sia in mezzo al mare che nella bocca del Vesuvio. Tra queste : un messaggio nella bottiglia di Coca-Cola con dentro scritto: “riciclami”, un mappamondo invaso di plastica, un marea di pesciolini che formano il simbolo di infinito, proprio a voler rappresentare la possibilità di riutilizzare a ciclo continuo il materiale usato, senza produrre entropia.
Inoltre una serie di fotografie, sempre opera della Rispoli scorrono e accompagnano il percorso della mostra: la bellezza naturalistica dei luoghi campani in contrasto con i cumuli di immondizia ammucchiati per chilometri. “Un messaggio” dice Federica “che non deve essere solo utopico, ma deve tendere ad un futuro immediato”.
La provocazione al termine della mostra giungerà al termine: le opere saranno riciclate. Ciò che rimane ora è solo nella nostra coscienza.
Scritto da Isabella Giannuzzi Savelli

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