Federica Rispoli


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Testi

La città purgatorio di Rederica Rispoli
La città rossa di sangue: fiume che brucia come lava. Sono quadri di grande impatto quelli che la giovane artista Federica Rispoli ha raccolto per la mostra "CRIME" negli sppazi del Lanificio 25. Segni semplici e precisi per uno straordinario viaggio, loquido e onirico che precipita gli incubi della realtà negli abissi dell'inconscio. Un percorso intorno ad un fuoco dal sapore biblico, arcaiche fiamme che distruggono e al tempo spesso, purificano e fanno rinascere. Immagini quasi religiose: il Purgatorio napoletano.
Antonio Emanuele Piedimonte.

"CRIME"
I lavori di Federica Rispoli ci raccontano di un mondo insanguinato e di città in fiamme, ci descrivono panorami dai colori cupi. La ricerca della giovane artista, che lavora a Napoli come avvocato, è animata da una forte tensione etica e si propone come atto di denuncia verso una società violenta dove ciascuno può trasformarsi da vittima in carnefice e viceversa. La scena di un crimine ormai abbandonata o il profilo scuro di una Napoli inconsueta diventano così le tappe di un percorso doloroso ma necessario verso il riscatto.
Mirella Armiero


L’arte? Oggi si ricicla
E’ l’idea scaturita da Federica Rispoli che ha sviluppato con coraggio un progetto che presto è diventato realtà e ha lanciato una sfida. La sfida come denuncia e come atto simbolico per smuovere gli animi in una città che ha mortificato se stessa.
A Napoli, dove l’idea della raccolta differenziata è ancora lontana anni luce, la Rispoli, già nota disegnatrice e pittrice dell’entourage partenopeo, compone le sue opere in acrilico su tela e plastica ma poi…le ricicla. Già perché al termine della mostra le opere vanno rigorosamente cestinate negli appositi contenitori PET.
La mostra si tiene nelle accoglienti sale del Trip di via Martucci ed è stata inaugurata il 2 luglio alle ore 19. Al progetto ha sapientemente collaborato l’amica Annalicia Mozzillo.
I visitatori dovranno portare la loro bottiglia da riciclare e dovranno simbolicamente liberare il mappamondo (il nostro mondo) invaso dalla plastica. E’ una provocazione la sua, che arriva diritta al cuore e colpisce gli animi delle persone.
Il riciclaggio avviene con il contributo della Erreplast, l’azienda di Gricignano d’Aversa che è tra i principali produttori di scaglie di PET e ne ricava in particolare pile e imbottiture per divani. L’idea infatti è venuta fuori grazie anche ad un servizio della trasmissione “Report”, che spiega che l’azienda è spesso costretta ad acquistare materiale plastico da altre regioni per mancanza di materiale da riciclare!
Le opere - lavori - come lei ama definirli, rappresentano proprio quel mondo inquinato, intrappolato in sacchetti, scatoline e contenitori, pieno di bottiglie sia in mezzo al mare che nella bocca del Vesuvio. Tra queste : un messaggio nella bottiglia di Coca-Cola con dentro scritto: “riciclami”, un mappamondo invaso di plastica, un marea di pesciolini che formano il simbolo di infinito, proprio a voler rappresentare la possibilità di riutilizzare a ciclo continuo il materiale usato, senza produrre entropia
Inoltre una serie di fotografie, sempre opera della Rispoli scorrono e accompagnano il percorso della mostra: la bellezza naturalistica dei luoghi campani in contrasto con i cumuli di immondizia ammucchiati per chilometri. “Un messaggio” dice Federica “che non deve essere solo utopico, ma deve tendere ad un futuro immediato”.
La provocazione al termine della mostra giungerà al termine: le opere saranno riciclate. Ciò che rimane ora è solo nella nostra coscienza.
Isabella Giannuzzi Savelli

Federica Rispoli, un’artista con una marcia in più.
Se si è artisti veri, creativi con una marcia in più, si riesce a trovare il bello e la forma anche in ciò che comunemente viene definito spazzatura. Lo ha dimostrato Federica Rispoli in una mostra intitolata Differenzazioni e inaugurata nei giorni scorsi al Trip di Via Martucci 64. Pittrice da sempre perché da sempre affascinata da tele e pennelli, la Rispoli si è lasciata da qualche tempo coinvolgere dai temi sociali, partecipando attivamente a mostre collettive anti-camorra e denunziando personalmente la violenza a tutti i livelli. I suoi quadri recentemente sono stati esposti in una personale al Lanificio 25, nel corso della quale la pittrice, avvocato di professione, ha voluto denunciare il crimine che l’umanità commette quotidianamente e puntare il dito accusatorio contro il delitto inteso come rapporto tra carnefice e vittima. I suoi quadri sono vampate rosse di sangue, di collera, di rabbia, mentre la città brucia per una giustizia che non fa il suo corso. E così lei dipinge strade insanguinate in un mondo devastato dalle stesse vittime.
In questa nuova performance, invece il clima è completamente cambiato anche se rimane la volontà dell’artista di essere combattiva. Al Trip la sua lotta si orienta verso un aiuto alla società intesa come agglomerato urbano in attesa di civilizzazione. A Napoli, pare sia molto difficile far partire la “differenziata” che porterebbe la città ad un livello di cultura paragonabile finalmente alle metropoli più industrializzate. E così le fiammate, gli scoppi dei vulcani sono al momento accantonati per far posto a girotondi di pesciolini tropicali azzurri, gialli e verdi, fiori dai pistilli svettanti, vulcani che sorgono da acque arancioni, onde lucide e invitanti in un mare scintillante, animaletti di fantasia, stelle marine picchiettate di bianco e foglie alla clorofilla a grappoli… Un mondo da favola, insomma, nato esclusivamente da plastica di bottiglie destinate al riciclo. E’ il mondo interiore di Federica, ricco, immaginario, attraente. E questo mondo è, fino al 6 luglio, negli ambienti freschi e stuzzicanti del Trip della Carlo Rendano Association che ha voluto ancora una volta calarsi nel sociale dedicando i suoi spazi ad un argomento che è sempre più d’attualità nella nostra città: l’importanza del riciclaggio della plastica.
L’esposizione, organizzata con Erreplast in collaborazione con la Coca Cola Company, rientra in un programma attraverso il quale si vuole denunciare “la necessità di scegliere soluzioni che, differenziando, riescano a tutelare quel bene comune rappresentato dall’ambiente”. Sorprendente sarà anche la fine della mostra: le opere esposte saranno (purtroppo!) smontate e avviate alla… discarica!
Alessandra Giordano


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